Flora e Fauna delle Isole Eolie

FLORA

La temperatura mite di questa zona favorisce una flora ed una fauna che sono quelle tipiche delle zone mediterranee. Le piante più diffuse sulle isole sono oleandri, mirti, cisti, stipe, eriche, da querce a foglia spinosa e le ginestre, che si riappropriano della loro terra ovunque possono. Da ricordare sono anche arbusti aromatici come il rosmarino, il timo, l’eliotropia. Caratteristici di questi paesaggi sono anche vigneti ed oliveti. Ovviamente per ogni isola è possibile riscontrare piccole differenze;

VULCANO

Qui si deve considerare la costante attività vulcanica e il fatto che l’isola fosse stata poco popolata fino a tempi recenti. Questo ha favorito la presenza di elementi di biodiversità particolarmente significativi.

La specie più prestigiosa dell’isola è il Citiso delle Eolie, “Sgubbiu” nel dialetto locale, che è una leguminosa endemica a rischio di estinzione. La specie meglio rappresentata invece è la Ginestra del Tirreno che, secondo i botanici costituisce una specie a sé stante rispetto alle ginestre comuni.

Diffusissima è anche la Coloquintide, una cucurbitacea originaria del Sud Africa, che produce una piccola anguria: il Garofano delle rupi eoliane, il Fiordaliso delle Eolie, la Violacciocca Rossa delle rupi sono altre specie endemiche rupestri.

Una notevole attenzione infine va alla vegetazione dunale dell’istmo di Vulcano: l’Agropiro, la Ruchetta di mare, Ravastrello, la Calcatreppola marina,lo Zigolo e l’euforbia marittima sono alcune pioniere diffuse.

LIPARI

Essa si caratterizza per la presenza di numerose specie vegetali, la maggior pare delle quali più o meno recentemente importate e ben adattatasi al clima mite di un’isola mediterranea.

Esse danno vita a un paesaggio antropizzato, luminoso e ridente in cui dalla primavera all’autunno inoltrato fanno pompa di sé maestose bouganvillea. Le specie endemiche eoliane tuttora rappresentate nell’isola sono il Fiordaliso delle Eolie e la Carota Selvatica.

Il Cappero è quasi un simbolo per tutte le Eolie ed è una pianta molto bella dai morbidi rami a unico stelo intervallati qua e là da qualche spina. Si tratta di una pianta che ama il sole e che genera il buonissimo frutto (il bocciolo del fiore) che guarnisce i nostri piatti mediterranei.

Per quanto riguarda la fioritura dell'Erica, essa avviene nell'estate inoltrata, fino al tardo autunno. Il fiore è di un rosa intenso, a forma di minuta anfora e si raccoglie in compatte ombrelle terminali.

Da ricordare anche l’ibisco, che è un meraviglioso fiore rosso-porpora. o bianco, o rosa. Scoppia agli occhi dal segreto dei giardini delle casette eoliane, oppure ad una svolta del vicolo che state percorrendo.

SALINA

Tra le isole, Salina, conosciuta con l’appellativo “verde”, è quella che presenta il patrimonio folcloristico più ricco e vario dell’arcipelago.

Buona parte dell’isola costituisce una riserva Naturale Orientata “le Montagne delle Felci e dei Porri” istituita nel 1984, mentre il laghetto Lingua, di grande interesse dal punto vista naturalistico è zona a Protezione speciale.

Le formazioni di macchia mediterranea variano in relazione all’altitudine, si va daii cespugli di euforbia, ginestra spinosa, assenzio, cisti, lentisco, corbezzolo,arborescente, ginestre, alla vetta dove il paesaggio inizia a mutare e la fitta vegetazione lascia il posto a steppa e rocce.

Dopo la steppa, si incontrano le felci, basse e a piccoli gruppi, esse aumentano di numero e dimensioni procedendo verso il cratere.

PANAREA

Panarea è ricoperta prevalentemente di essenze vegetali della flora spontanea di tipo mediterraneo, che presenta caratteristiche uniche al mondo.

Essa include il fico d'India (Opuntia ficus indica), il lentisco (Pistacia lentiscus), la ginestra (Spartium junceum), il cappero (Capparis spinosa) e piante di olivo (Olea europaea) secolari, resti dell'antica vocazione agricola dell'isola (scomparsi i vigneti che esistevano fino agli anni settanta).

La vegetazione originaria è poi contaminata da molte specie vegetali esogene, arrivate con il boom edilizio e turistico.

STROMBOLI

L’isola di Stromboli, nonostante la presenza incombente e minacciosa del Vulcano, è stata sempre coltivata in tutte le parti meno scoscese del territorio, soprattutto nel versante nord - orientale.

Le coste dell’isola lasciano intravedere un paesaggio agrario del quale restano, lungo tutto il tratto meridionale, oleandri, fichi d’india e cespugli di capperi.

Anche in questo versante è estesa una vegetazione spontanea residua dalle precedenti colture. Una canna un tempo introdotta per delimitare i vigneti che oggi si arrampica fin sulle pendici del vulcano.

Pochi sono gli esemplari ancora presenti di lecci, mentre prevalgono invece le formazione arbustive e macchia mediterranea.

ALICUDI

La vegetazione di Alicudi è quella tipica della macchia mediterranea con canne, fichi d'india, palmette, ginestre, erica ecc. Vi crescono spontaneamente tutte le piante utili tipiche delle Eolie: capperi, rosmarino, salvia, lavanda, fichi ed altre.

Le piante ornamentali che meglio si adattano al clima dell'isola sono la bouganvillea, l'ibiscus, l'oleandro, l'eucaliptus.

FILICUDI

Anche qui è presente la caratteristica vegetazione mediterranea costituita, in prevalenza, da oleandri, da mirti, da cisti, da stipe, da eriche, da ginestre e da querce a foglia spinosa.

Sono, inoltre, da ricordare gli arbusti aromatici di rosmarino, di timo, di eliotropia e di lentisco. Due piante legnose abbondano in quasi tutte le Eolie: la vite e l'olivo.

Il paesaggio vegetale è caratterizzato da colture di oliveti e vigneti, per la maggior parte abbandonate, da formazione di macchia e da vegetazione pioniera.

LA FAUNA DELLE EOLIE

Per quanto riguarda la fauna dell’arcipelago, essa è quella tipica della macchia mediterranea, con un clima mite, ventilato e poco piovoso e da sempre località di passaggio per le tante migrazioni degli animali.

Tra le specie più interessanti presenti sulle isole, si può segnalare l’endemica lucertola delle Eolie, presente oggi sugli isolotti di La Canna a Filicudi, sullo Scoglio Faraglione di Salina, a Strombolicchio a Stromboli e con modesti nuclei a Vulcano, dove sembra in via di estinzione per effetto della competizione con la lucertola campestre.

Gli altri Rettili dell’arcipelago sono la lucertola campestre, il geco comune, la tarentola mauritanica, il geco verrucoso, la testuggine di Hermann, Testudo hermanni Gmelin, e un serpente, il biacco, Coluber viridiflavus.

Tra gli Anfibi, invece, è presente soltanto il rospo smeraldino, Bufo viridis Laurenti, la cui distribuzione attuale sembra circoscritta ai rigagnoli delle sorgenti termali del versante Ovest di Lipari.

Interessanti sono sicuramente i vari tipi di uccelli con circa oltre 200 specie complessivamente censite, 47 delle quali nidificanti nell’arcipelago. La maggior parte di queste sono presenti stabilmente sulle isole, ma alcune di esse, come il gruccione, il balestruccio, la tortora dal collare orientale, la ballerina gialla e la ballerina bianca, hanno colonizzato le isole solo durante gli ultimi anni.

Tra gli uccelli marini, la berta maggiore, Calonectris diomedea, è presente con un centinaio di coppie nidificanti sulle coste rocciose dei versanti occidentali delle isole, mentre la berta minore, Puffinus yelkouan, sembra più rara e localizzata; l’uccello delle tempeste, Hydrobates pelagicus, è presente con piccoli nuclei e una consistenza numerica probabilmente inferiore alle specie precedenti.

Un altro aspetto interessante da considerare è il fatto che l’arcipelago è posto lungo una delle direttrici di passaggio dei migratori tra l’Africa e l’Europa. In particolare, la presenza di due piccole aree umide, quella del lago salmastro di Punta Lingua a Salina e il pantano dell’Istmo a Vulcano, offre condizioni favorevoli alla sosta di un folto numero di uccelli acquatici e/o limicoli ,che si osservano qui soprattutto da marzo a fine aprile e da fine agosto ad ottobre.

Per quanto riguarda i mammiferi presenti alle Eolie, molti sono stati introdotti dall’uomo in varie epoche. Tra questi possiamo segnalare la presenza del ghiro, a Salina, dovuta alla consuetudine dei Romani di allevare la specie per uso alimentare.

Altra specie presente a Lipari è il topo quercino; la popolazione di quest’isola è stata riferita a una forma endemica, la sottospecie liparensis Kahmann, che si differenzia per la colorazione della coda e la maggiore taglia, e la specie risulta oggi estremamente rara, al punto da fare ritenere che possa essersi estinta: l’ultima osservazione certa risale infatti al 1992.

Strettamente legata all’antropizzazione è senz’altro la presenza del ratto nero, Rattus rattus (L.), e del topolino delle case; quest’ultimo, in particolare, sembra essersi ripetutamente estinto e avere ricolonizzato alcune isole in corrispondenza dell’abbandono degli insediamenti umani che si è verificato durante il medioevo.

Un altro Muride, il topo selvatico, alle Eolie sembra esclusivo degli ambienti di macchia alta di Filicudi; altrettanto peculiare è la distribuzione di un piccolo Insettivoro, il mustiolo, Suncus etruscus (Savi), finora accertata per la sola isola di Lipari.

Il coniglio, è presente invece in tutte le isole e negli isolotti di Basiluzzo e di Dattilo, ma la sua grande diffusione trae origine dai frequenti ripopolamenti a scopo venatorio, effettuati per compensare i picchi demografici negativi dovuti periodicamente alla mixomatosi, una malattia virale che ne decima le popolazioni.